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Antartide: scoperto sotto i ghiacci il punto più profondo della Terra

Si trova sotto i ghiacci dell’Antartide il nuovo punto più profondo della Terra tra le terre emerse. La scoperta è stata presentata ufficialmente su Nature Geoscience e arriva dalla mappatura dell’Antartide effettuata grazie a BedMachine, progetto dell’Università della California di Irvine che ha rivoluzionato il modo di vedere l’Antartide e le sue caratteristiche topografiche. Com’è noto la preoccupazione riguardo l’Antartide è relativa alla velocità con cui i suoi ghiacci si stanno sciogliendo: una preoccupazione confermata dal fatto che l’estensione marina dei ghiacci del continente antartico registrata nel 2019 è la seconda più bassa degli ultimi 10 anni. I dati di BedMachine promettono di fornire maggiore precisione anche al resto delle ricerche nel campo, e dovrebbero consentire nel tempo di diminuire le incertezze nelle proiezioni sull’innalzamento dei mari in relazione allo scioglimento dei ghiacciai antartici.

Le immagini che mostrano però la struttura delle montagne e dei terreni al di sotto dei ghiacci, però, rivelano qualcosa di inatteso. L’Antartide, che è sottoposta come tutto il resto del pianeta al rischio dei cambiamenti climatici, mostra “strutture come sollevamenti o cavità sotto il ghiaccio che possono accelerare, rallentare o temporaneamente anche fermare il ritiro dei ghiacciai”. Insomma, se il ritiro dei ghiacciai resta un pericolo e un rischio imminente per l’Antartide e per il resto dell’ecosistema planetario, si è scoperto che proprio lì ci sono alcune zone caratterizzate da strutture fisiche e rocciose capaci di “rallentare lo scioglimento” in autonomia.

L’altra scoperta, quella che ha suscitato maggiore clamore, è la presenza di un Canyon profondo oltre 3500 metri al di sotto del livello del mare, e nascosto dal ghiacciaio di Denman. Questo Canyon rappresenta oggi il punto continentale più basso di tutto il pianeta, andando a costituire di fatto il gemello della Fossa delle Marianne, che raggiunge gli 11mila metri di profondità, ma si trova al di sotto dell’oceano e non tra le terre emerse. La scoperta è stata illustrata così da Mathieu Morlighem, ricercatore del progetto dell’Università di Irvine: “Le mappe più vecchie suggerivano la presenza di un canyon meno profondo, ma era impossibile, mancava qualcosa. Secondo il principio di conservazione della massa, e combinando le osservazioni radar e di movimento dei ghiacchi, possiamo sapere quanto ghiaccio si muove attraverso il canyon – che, secondo i nostri calcoli, raggiunge il 3500 metri sotto la superficie del mare, il punto più profondo sulla Terra”.

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