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Parcheggio senza stress? Arriva in Italia l’app Spotter: ecco come funziona

Il problema del parcheggio è uno dei più sentiti tra gli automobilisti: in auto si spende circa un quinto del tempo a cercare e trovare un parcheggio, diventato una sorta di miraggio, sopratutto nelle grandi città. Quanti di noi hanno pensato in passato: “ah, se esistesse una mappatura satellitare dei parcheggi in questo momento…”. Alcuni giovani ragazzi italiani hanno provato a mettere su un’app che potesse facilitare la ricerca del parcheggio nelle grandi città, e l’hanno lanciata sul mercato. Si chiama Spotter e promette di rivoluzionare la stressante ricerca del posto auto attraverso un meccanismo di condivisione di informazioni che può anche diventare monetizzabile. Ecco come funziona.

Spotter è basato sulla condivisione, un meccanismo semplice che è alla base di altre app molto diffuse come Blablacar, ad esempio. Una volta scaricata l’app (dal Play Store o da App Store) e installata sul proprio smartphone, c’è necessità di creare il proprio account con l’inserimento delle proprie informazioni. Completate queste operazioni da quel momento è possibile cercare un parcheggio, oppure “crearne” uno se si sta lasciando un posto auto in quel momento. Chi lascia il proprio posto e comunica agli altri l’informazione, riceve in ricompensa dei punti chiamati sPoints che saranno poi convertibili in buoni Amazon, buoni Benzina, oppure in seSterzi, che serviranno in un secondo momento per chiedere informazioni ad altri utenti sui parcheggi disponibili.

La ricerca del parcheggio prevede la possibilità di inserire diversi criteri come le dimensioni necessarie affinché la propria auto “entri” nel parcheggio, oppure i vincoli orari che legano l’auto al posto occupato. Agli utenti sarà assegnato un rating basato sul numero e l’affidabilità delle informazioni condivise, e utenti con rating più altro potranno avere accesso nel tempo a promozioni esclusive. Gli utenti con rating estremamente basso rischiano invece anche il ban dalla community di Spotter. Il codice di condotta Spotter chiede ai propri utenti di farsi riconoscere dal nuovo “parcheggiante” al momento di lasciare il proprio posto auto, così da facilitare il compito a chi arriva e creare una comunità più sana e solidale.

Al momento del suo lancio, e cioè oggi, l’app è operativa solamente a Milano. Promette di allargarsi presto almeno su Roma. E poi chissà, magari in tutte le altre città d’Italia.

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