Se ne parla ormai da diversi mesi. Ma le voci sono diventate sempre più insistenti a partire da Novembre 2016.

Xiaomi, secondo le ultime informazioni riportate dal Wall Street Journal, entro la fine di questo mese, dovrebbe finalmente lanciare il proprio SoC (system on a chip). Dovrebbe chiamarsi Pinecone (letteralmente “Pigna”), ed è sviluppato da una sussidiaria di Xiaomi, la “Beijing Pinecone Electronics”.

Purtroppo non si hanno informazioni certe sull’uscita ufficiale del processore di casa Xiaomi. Probabilmente il primo smartphone ad essere equipaggiato con questo chip-in-house sarà il tanto chiacchierato Mi5 C.

La scelta di Xiaomi non è però casuale, né avventata. A mio avviso una scelta molto ragionata. Soprattutto alla luce di quanto sta accadendo con lo Snapdragon 835. Infatti la Samsung ha letteralmente divorato tutti gli ordini di questo chip per il prossimo S8. Questo ha portato le altre aziende a doversi accontentare del più “datato” ma comunque affidabilissimo Snapdragon 821. E’ il caso della LG che dovrebbe inserirlo nel G6, che uscirà ufficialmente alla fine di questo mese. Trovate qui le immagini del prototipo.

Se questo episodio dovrebbe ripetersi in futuro, potrebbe causare grossi problemi per le grandi case produttrici di smartphone. La Xiaomi utilizza soprattutto processori Qualcomm sui suoi device, con ottimi risultati. (Utilizza in realtà anche MediaTek, ma con risultati meno brillanti).

Ma perché non realizzare un chip direttamente in casa? Invece di dover sottostare alle condizioni dei più grandi produttori di chip al mondo? Ciò garantirebbe grossi vantaggi sia per la società che per gli acquirenti degli smartphone Xiaomi. La società potrebbe ridurre i costi. Ma cosa più importante potrebbe realizzare una simbiosi perfetta tra hardware e software. Come già capitato con i chip Exynos, Kirin e AX, sviluppati rispettivamente da Samsung, Huawei ed Apple.

Il processore potremmo paragonarlo ad un vestito. Meglio acquistarlo e poi adattarlo alle proprie caratteristiche fisiche? O cucirlo direttamente su di sé? Di certo è meglio la seconda opzione.

Ecco perchè la Xiaomi ha puntato tanto su questo progetto. Ha effettuato grossi investimenti iniziali per le infrastrutture produttive e per la fase di Ricerca e Sviluppo. Forse proprio questo ha rallentato il suo piano di espansione nel mondo.

E ora cosa succederà?

Il successo dipenderà ovviamente dalla prestazioni che il processore sarà in grado di offrire, ma soprattutto dall’effettiva convenienza economica per i clienti finali di Xiaomi.

Se i device con chip Pinecone costeranno meno e saranno prestanti almeno quanto quelli Qualcomm, il successo è garantito. E io, da grande amante Xiaomi, me lo auguro.

E voi? Cosa ne pensate di questa mossa da parte di Xiaomi? Giusta o sbagliata?