Jawbone: dopo gli insuccessi del mercato consumer cambia target

Il settore dei wearable è in una fase di stallo e Jawbone non fa certo eccezzione; anzi, soffre una crisi addirittura superiore rispetto ai competitors.

Di certo Jawbone non è un caso isolato, infatti, ad essere in difficoltà sono altre aziende come Pebble e Fitbit che hanno fatto la storia in questo settore.

Ma quali sono i fattori che hanno determinato l’insuccesso di questi marchi?

L’utenza lamenta diversi difetti:

  • Prezzo eccessivamente alto
  • Troppe funzioni a sfavore di una fruibilità intuitiva
  • Dipendenza da App esterne al dispositivo
  • Offerta competitors più allettante (prezzo inferiore, funzioni essenziali, miglior fruibilità)

Secondo alcuni rumors, sarebbero proprio queste le problematiche che hanno spinto Jawbone a decidere di ritirarsi dal mercato consumer in favore di un investimento nel settore medico.

Probabilmente a far propendere per questo cambio di target hanno contribuito oltre alla crisi del settore un garantito margine di guadagno più elevato.

Secondo le ultime indiscrezioni l’azienda con sede a San Francisco avrebbe già avviato una campagna di raccolta fondi da investitori privati.

Non sarebbe la prima volta che Jawbone si reinventa nel corso della sua breve ma comunque intensa storia; basti pensare che l’azienda era partita come produttrice di cuffie auricolari, per poi approdare infine al settore dei wearable.

In attesa di smentite o conferme da parte dei diretti interessati, non ci resta che constatare che il settore degli indossabili è in crisi più che mai; eccezione fatta per alcuni marchi come la Xiaomi che è in costante crescita con il suo Mi Band 2.

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