Huawei ha lanciato i suoi nuovi top di gamma  p10 e p10 plus. A partire da 679,90 euro. Ma anche quest’anno è successo qualcosa…

Huawei si sta sapendo imporre sia con la qualità sia con i “muscoli” nell’élite della telefonia mobile. Ed è grandioso per l’utente finale avere una scelta in più e maggior competizione tra i produttori.

E proprio in questo scenario hanno un ruolo importante i blog nell’informare, e le persone nel fare scelte consapevoli.

Huawei e quell’imbarazzo con p9 un anno fa…

la foto incriminata per la presentazione di p9 nel 2016.

 

Proprio un anno fa ci fu l’imbarazzo sulla pubblicità per il p9 e p9 plus! Non c’era ancora la mia “rubrica”, non esisteva ancora foyhotech ma il fattaccio rimane nei nostri ricordi qui . Come ci ricorda tom’s hadware quella foto non fu fatta da p9 (il cavallo di battaglia era proprio la doppia fotocamera leica in dotazione).

Huawei, un’altra volta???

Quando diventi scomodo, arrivano le accuse a screditare l’operato. Ma per respingerle e farsi trovare pronti bisogna essere impeccabili.

Un nuovo scandalo ha travolto quest’anno la compagnia Cinese. Per la produzione di massa di P10 e P10 plus sono state utilizzate in maniera del tutto aleatoria diverse tipologie di memoria sia per quanto riguarda lo spazio d’archiviazione sia per il discorso della Ram.

Che cosa vuol dire?

Significa che in maniera del tutto casuale qualora acquistassimo per oltre 600 euro un Huawei top di gamma potremo trovare delle componenti hardware diverse, alcune più prestanti altre meno. Per entrare nel merito della questione Huawei ha utilizzato memorie EMMC 5.0, UFS 2.0, UFS 2.1 (disposte in ordine dalla meno prestante in termini di lettura e scrittura a quella più performantee e veloce) per l’archiviazione. Sulla RAM invece sempre a caso memorie con moduli LPDDR3 e LPDDR4, che portano con sè differenze di prestazioni ma anche di funzionalità.

Cosa cambia all’utente finale?

In sostanza poco va detto. Ma non può essere un attenuante. Ancora una volta intorno a Huawei rimane un alone di imbarazzo con quel sapore che sa di frode e inganno. E’ vero, sono parole scomode. La giustificazione finale è stata che per rispondere alla grande produzione in massa non c’erano abbastanza disponibilità di memorie.

Ecco che qui subentra la necessità di divulgare le notizie, rendere le persone sempre più informate su tutti i temi dell’attualità. Nel nostro caso quella tecnologica.

Caso Huawei. Insegnamenti e considerazioni finali.

Huawei sta crescendo e sta crescendo forte con prodotti innovativi e interessanti. La vicenda fa emergere sempre più la necessità di non essere fanboy, di informarsi e di fare divulgazione tecnologica con coscienza e onestà intellettuale.

Estratto dal Comunicato Huawei sulla vicenda

“Per riuscire a rispondere alla domanda di milioni di unità, Huawei ha fatto ricorso alla pratica standard di utilizzare diversi fornitori fidati per garantire un corretto equilibrio tra prestazioni, qualità e rifornimenti sostenibili. Affidarsi ad un unico fornitore potrebbe portare a rallentamenti e ritardi per gli utenti finali che vogliono acquistare i nostri prodotti. Nel caso delle memorie flash, ad esempio, Huawei ha scelto le soluzioni più diffuse presenti sul mercato.”

 

 

Cosa ne pensate? Sentite tradita la vostra fiducia?