Quando reclamavamo il pulsante “non mi piace”  non avevamo considerato le conseguenze…

 

Facebook reactions.

Non è uno scherzo. Ora possiamo aggiungere le reazioni non solo ai post ma anche ai commenti su Facebook.

Da Browser basterà fare una pressione prolungata sul “mi piace” e apparirà il pop-up delle oramai note “reactions”.

Da app ho riscontrato invece qualche difficoltà. Il touch prolungato mi propone molte volte il copia/incolla del commento. Un leggero swipe invece mostrerà le reazioni.

 

 

Facebook reactions. Uno strumento in più per la guerra alle Fake news?

 

La notizia in sè per sè è semplice e diretta.  Cercando però di guardare  la Luna al posto dell’Indice c’è da fare qualche considerazione. E’ notizia fresca la nuova posizione di Zuckerberg nei confronti della disinformazione che corre nel Social. Così come la violenza, l’incitamento all’odio. Purtroppo anche la raccapricciante moda emergente degli omicidi / suicidi in diretta in giro per il Mondo.

Le facebook reactions in tal senso sono uno strumento in più per il controllo dei contenuti. Basterà lasciar lavorare un algoritmo che, dopo aver totalizzato molte reazioni negative farà scattare il controllo.

 

 

I mi piace come “manipolazione dell’informazione”

 

Del resto la sezione “news recenti” è già da tempo controllata e manipolata. Sotto la forca dell’Advertising. Sistema remunerativo e controllore dell’informazione che corre sul web 2.0. Infatti l’algoritmo di facebook pilota le news che riceviamo in base ai “like” che mettiamo.

 

 

L’altro lato della medaglia delle Facebook reactions.

 

Con tutta la buona fede del sistema e del divertimento/completezza social che forniscono le “reactions” anche ai commenti emerge un problema.

 

Il controllo delle informazioni, Il dirottare gli aggiornamenti di stato o le informazioni delle pagine facebook fa si che vediamo solo quello che “ci piace”. A una prima lettura il tutto è bello e affascinante, se procediamo a un’analisi più profonda appare l’altro lato della medaglia. La ghettizzazione dei pensieri, la fine del dibattito e del confronto, l’autoreferenzialità.

In poche parole? La morte del Social per quello che era stato creato inizialmente. Connettere e collegare le persone.

 

 

Arriva il Grande Fratello di Orwell? Considerazioni finali personali.

 

Si sta somministrando un antibiotico che non solo uccide il male della Società Contemporanea nel Web, ma che probabilmente ucciderà tutto il sistema.  Per contrastare la palese Fake news rischiamo quindi di condannare a morte il pensiero libero, le ricerche indipendenti, l’innovazione. Solo quello che sarà gradito al Grande Fratello andrà bene. E lo stiamo votando noi. A colpi di GRRRR con le facebook reactions.. SIGH.