Il Tamagotchi è tornato ed in Giappone è già un successo

Per i più giovani probabilmente il nome Tamagotchi non avrà alcun significato, ma per chi come il sottoscritto ha vissuto il lancio del gioco portatile di Bandai Namco sul mercato a metà degli anni 90′, questo nome non può che rievocare la propria infanzia e i primi giochi digitali in commercio.

Il concept del gioco era molto semplice.

In pratica nel gioco bisognava prendersi cura di una creatura aliena molto simile ai nostri animali domestici chiamata Tamagotchi fin dalla nascita e si cercava di farla vivere il più a lungo possibile.

Anche l’hardware di gioco era molto semplice ed intuitivo.

Il giocatore aveva a disposizione 3 tasti fisici con i quali poteva compiere diverse azioni:

  • dar da mangiare.
  • lavare.
  • compiere dei giochi.
  • curarlo in caso di malattia.
  • ripulire i bisogni.
  • controllarne i vari dati (peso, altezza, età).

Al momento la Bandai Namco ha rilanciato il gioco solo in Giappone, ma i fan di tutto il mondo sperano di poter tornare ad accudire le loro bestiole digitali.

Il prezzo di lancio 16,00 € sembrerebbe coerente con il prezzo dell’epoca, infatti il Tamagotchi “originale” costava sulle 20.000 lire.

Eh già, l’originale costava 20.000 lire ma già ai tempi giravano copie pirata che costavano 1/3 dell’originale ed è forse dovuto in parte anche a queste riproposizioni il grande successo che riscosse all’epoca quello che ormai è definibile come un Cult.

A proposito dell'autore

Ciao ragazzi, sono Luigi, sono diplomato in grafica pubblicitaria e laureato in Industrial Design. Oltre alla passione per le materie artistiche, negli anni ho coltivato un crescente interesse per la tecnologia in tutte le sue sfaccettature: dai cellulari ai videogame dai pc alle console.

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