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Quanti italiani campano con la pensione dei nonni? Incredibile…

Fonte: Pixabay - stevepb

Quanti italiani campano con la pensione dei nonni? Tantissimi. Gli assegni in questione rappresentano una vera e propria ancora di salvezza per oltre 7 milioni di famiglie che si avvalgono dei trasferimenti pensionistici. Grazie ad essi, molti nuclei hanno la possibilità di stare lontani dal rischio povertà.

Assegni pensionistici: quanto contribuiscono al reddito familiare

A dirlo sono i dati dell’Istat (relativi al 2017): Per 7,4 milioni di famiglie, i trasferimenti pensionistici rappresentano un caposaldo del reddito familiare. Nel 21% e oltre dei casi, costituiscono l’unica fonte di reddito.

Secondo la fotografia delle statistiche nazionali, a contare sugli assegni pensionistici sono soprattutto famiglie monogenitoriali. A rendere la situazione ulteriormente problematica ci pensa la bassa entità dei redditi pensionistici. Come evidenziato sempre dall’Istat, oltre il 36% dei pensionati ogni mese incassa una somma inferiore ai 1000 euro lordi. Nel 12% circa dei casi, i percettori di un assegno pensionistico non arrivano ai 500 euro mensili.

Per quanto riguarda invece la fascia degli assegni superiori ai 2000 euro mensili, facciamo presente che, sempre sulla base delle rilevazioni Istat relative al 2018, riguarda un pensionato su quattro. Il quadro si contraddistingue per una palese disuguaglianza di reddito tra chi, ormai lontano dal mondo del lavoro, ha maturato il diritto alla pensione.

La solidarietà familiare

Lo scenario inquadrato dall’Istat è chiaramente quello di una solidarietà familiare intergenerazionale, contraddistinta da un ammortizzatore sociale sempre più decisivo. Molto interessante è notare il fatto che, oggi come oggi, chi lascia il mondo del lavoro per andare in pensione ha quasi sempre iniziato la carriera negli anni ’70-’80.

Questo significa che i contributi versati nel corso del periodo della vita in attività lavorativa hanno un peso notevole per quanto riguarda la liquidazione della pensione. Stiamo parlando infatti di assegni pensionistici che vengono calcolati con il sistema retributivo.

Anche in questo caso, si rivelano preziosi le rilevazioni dell’Istat, che sottolinea come sia progressivamente aumentato il peso degli assegni pensionistici maturati nel corso delle fasi di maggior crescita economica della storia del Paese.

Come già detto, però, nonostante la situazione di innegabile vantaggio rispetto a chi ha e avrà una pensione calcolata con il sistema contributivo, non tutti i pensionati possono beneficiare, a fine mese, di assegni ingenti. Degna di nota è la forbice reddituale tra Nord, che assorbe metà della spesa pensionistica  e Sud. Maglia nera per la situazione delle donne che, a causa delle carriere frequentemente discontinue, incassano assegni pensionistici notevolmente inferiori rispetto a quelli degli ex lavoratori di sesso maschile.

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