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Rifiutare raccomandata dalle Poste: ecco le conseguenze, attenzione!

Fonte: Pixabay - Alexas_Fotos

Nell’immaginario collettivo la raccomandata postale spesso è sintomo di avvisi generalmente non particolarmente graditi, come multe, riscossioni, tasse e simili. In maniera non molto ortodossa, può subentrare la tentazione di rifiutare la consegna da parte del postino.

Perchè non conviene rifiutare la consegna?

Nonostante sia assolutamente consentito e nel diritto del cittadino rifiutare la consegna, quest’opzione è decisamente sconsigliabile: il non accettare la consegna infatti dal punto di vista giuridico che viene fatta recapitare presso il domicilio mantiene la validità e qualora il postino non riesca a consegnarla per rifiuto o assenza, questa ritornerà presso l’ufficio postale, dove resterà in giacenza per 30 giorni (periodo dove il destinatario ha la possibilità di ritirarla). Superato questo lasso di tempo la raccomandata ritorna al mittente secondo la compiuta giacenza: tutto ciò non ha effetti diversi rispetto a quelli che si sarebbero verificati in caso di normale consegna, risultando così ricevuta a tutti gli effetti, sia in caso di rifiuto, assenza e/o successivo mancato ritiro non c’è differenza.

Piccole differenze

Inoltre scegliendo di non ritirare la raccomandata non si può realmente venire a conoscenza del suo contenuto, un altro motivo per il quale non è conveniente rifiutare “strategicamente” la consegna.
La prassi della giacenza è leggermente differente in caso di mancata consegna di una multa, cartella esattoriale o atto giudiziale, visto che in questo caso si accorcia il tempo della giacenza (10 giorni invece di 30), l’ufficiale giudiziario provvederà a depositare la raccomandata presso la casa comunale invece dell’ufficio postale e il destinatario viene messo al corrente di tale deposito con l’invio di una raccomandata informativa.

 

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