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Guerra USA-Huawei: accuse di spionaggio e cospirazione per l’azienda cinese

Continua la guerra legale – e non solo – tra gli Stati Uniti e Huawei. Da Brooklyn arriva infatti una nuova accusa per l’azienda cinese. Il procuratore federale locale, stando a quanto pubblicato dal Wall Street Journal, ha infatti aperto un fascicolo con le accuse di racket e cospirazione ai danni di aziende statunitensi e della nazione. Un’accusa molto pesante che paragonerebbe l’azienda di Shenzhen a una vera e propria criminalità organizzata. Che ha cercato – o è riuscita – nel corso degli anni, a rubare informazioni su tecnologie di proprietà intellettuale statunitense. Si parla di informazioni su robotica, antenne degli smartphone e codici sorgente dei router.

Huawei sotto processo: sarebbe il terzo negli USA

Dal quotidiano statunitense si apprende, inoltre, che oltre a Huawei sono sotto accusa due aziende statunitensi direttamente controllate da quella cinese. Se si arriverà al processo, sarà il terzo procedimento penale che vede Huawei tra gli imputati negli Stati Uniti. Nel primo, l’azienda è accusata di rapporti commerciali illegali con l’Iran. Nel secondo invece c’è il caso di un furto di robot da parte di uomini collegati a Huawei. Un caso che ha portato finanche all’arresto di “Lady Huawei”, Meng Wanzhou, figlia del fondatore dell’azienda.

Continuano le accuse a Huawei da parte del governo USA

Non sembra un caso che l’apertura del fascicolo per furto di segreti commerciali arrivi due giorni dopo le accuse lanciate a Huawei dal responsabile per la sicurezza nazionale del governo Trump, Robert O’Brien. Questi ha sostenuto che gli Stati Uniti abbiano le prove per dimostrare l’accesso segreto da parte di Huawei a informazioni personali e sensibili in sistemi informatici di tutto il mondo. In particolare sarebbe stato documentato l’utilizzo di backdoor create per garantire la sicurezza dei sistemi 4G, introdotte fin dal 2009.

Le parole di O’Brien erano sembrate anche un monito, il nuovo “consiglio” diretto ad alcuni paesi per evitare di affidare a Huawei le infrastrutture per il 5G. Una cosa cui la Gran Bretagna non sembra intenzionata a rinunciare. Huawei ha ovviamente già risposto in maniera ufficiale alle accuse, smentendo accessi segreti di ogni tipo in qualsiasi parte del mondo. Due giorni però, arrivano altre accuse ufficiali e certificate dagli organi di giustizia. La guerra economica per il dominio delle reti telematiche sembra destinata a continuare ancora per molto tempo.

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