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Coronavirus: tecnologia a rischio? Ritardi nella produzione di iPhone e console

Il Coronavirus potrebbe mettere a rischio l’arrivo puntuale di alcuni dispositivi tech sui mercati. L’epidemia della malattia partita da Wuhan, in Cina, rischia di mettere in ginocchio la produzione hi-tech. Il rischio si sta trasformando in pericolo in questi ultimi giorni. Le ferie forzate e le chiusure imposte dal governo cinese a grandi aziende produttrici di componenti basilari per la produzione e l’assemblaggio di alcuni dei dispositivi più attesi nel 2020 potrebbe portare un ritardo nel loro arrivo nei negozi o una difficoltà relativa al numero di pezzi disponibili.

Così, tra le conseguenze economiche del Coronavirus, potrebbe esserci anche un rallentamento nell’industria hi-tech. La prima vittima illustre potrebbe essere iPhone 12. Le chiusure di Foxconn e Pegatron potrebbero avere un impatto forte sulla nuova edizione dello smartphone Apple. Le loro componenti sono necessarie per l’assemblaggio del telefono. E la “iPhone City” di Zhengzhou, sede di assemblaggio di gran parte dei telefonini Apple, è di diretta proprietà e gestione della prima delle due aziende serrate.

Altre due importanti uscite del 2020 a subire contraccolpi potrebbero essere PS5 e Xbox Series X. Le console videoludiche next-gen sono attesissime da tantissimi giovani in tutto il mondo. Tutto il mondo del gaming sta subendo diversi disagi. Nintendo ha problemi con le consegne della Nintendo Switch, mentre Facebook ha dovuto chiudere momentaneamente gli ordini di Oculus Quest, il suo modulo per la realtà virtuale. La seconda settimana di League of Legends, uno dei titoli più giocati online in tutto il mondo, è saltata e non si sa di preciso quando sarà possibile effettuarla.

D’altra parte i rallentamenti sono ormai su scala globale. In questi giorni tantissimi importanti espositori stanno ritirando la propria partecipazione dal MWC 2020 di Barcelona. Dopo LG, Asus ed Ericsson, nelle scorse ore anche Amazon, Sony e Nvidia hanno dato forfait. Anche se l’evento non è a rischio, la sensazione è che altri grandi marchi possano disertare. L’effetto domino si sta quindi estendendo, sia tra i vari ambiti –  da quello commerciale a quello tech – sia all’interno del mondo industriale tecnologico.

 

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