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Salute e Benessere

La Mortadella fa bene o male? Ecco la risposta della medicina.

Siamo tutti d’accordo che la Mortadella sia l’insaccato  più goloso che esista, ma ci siamo mai soffermati sul significato del suo nome? In che epoca cominciò la sua produzione ? E  a quali tradizioni è associata?  In suo onore o onere, è stato anche creato al’interno del Museo di Storia di  Bologna, un percorso esplorativo  attraverso   15 opere, la cui data prescelta  per l inaugurazione dell’evento, non è stata affatto casuale, poiché è coincisa  con il 358° anniversario in cui l editto del 1661 voluto dal Cardinal Farnese, coniò la dicitura  Mortadella di Bologna IGP.  Quindi il Mortadelladay, ha visto  dedicato al’ interno del Museo una sala dedicata alla First Lady dei nostri salumi!

 

Un po’ di storia…se volete

Il suo termine, deriverebbe dal latino Myrtatum, poiché nel periodo dell’Impero Romano, erano le bacche di  Mirto ad essere utilizzate per aromatizzarla, ma, un altra teoria è quella per cui l etimologia del suo nome derivi da Mortarium, ovvero il manipolo utilizzato come pestello per  schiacciare e ridurre a poltiglia la carne scelta. Fu  talmente apprezzata, che la sua rapida diffusione nel periodo rinascimentale, diede vita agli  scambi commerciali, cominciando l esportazione del prodotto nelle zone limitrofe la capitale emiliana.

Torniamo ai nostri giorni

Purtroppo nel’ immaginario collettivo (quello male informato),la categoria degli insaccati, viene relegata ingiustamente fra i cibi vietati proprio perché responsabili di essere buoni e  golosi, credetemi…non c’è niente di più compromesso di questa affermazione che medici e medicina allopatica cercano di far passare. Non sono un medico, ma basta informarsi un po’, conoscere il nostro corpo  e sopra tutto leggere le etichette di ciò che scegliamo di mangiare per la nostra salute. La differenza tra possibile/impossibile e si/no la fa come sempre la qualità e la giusta porzione giornaliera.

Detto.Fatto. Ecco i macronutrienti di Lady Mortazza

  •  Per 100 gr di prodotto
  • Calorie: 288 e parliamo di 4/5 fette di alimento
  • Carboidrati: Non pervenuti, pari a 0 e questa è una grande notizia ma approfondiremo in seguito.
  • Grassi: 25 gr
  • Proteine: 15,7  

Se consideriamo che un adulto oscilla nel suo fabbisogno giornaliero tra le  1200 e le  2000 calorie (in base alla qualità della sua vita) la Mortadella  ci è concessa, per grazia di gola e palato e lo stesso dicasi per le proteine ed i grassi giornalieri.   Inoltre la sua parte edibile contempla anche importanti sali minerali quali: Potassio, Magnesio, Calcio, Fosforo e Colesterolo (60/70 mg) Quindi, dati alla mano questo squisito cibo è paragonabile alla delicatezza, leggerezza e dietetica delle carni bianche, anche perché i produttori attenti alla sua lavorazione, curano costantemente le tecniche e tutte le fasi  di insaccatura  promettendo di mantenere alto il criterio di percentuale  di proteine e grassi fra loro, in totale assenza di polifosfati.

 

Fa bene? Fa male? Quando, chi lo dice e perché.

Impropriamente chiamata “Cibo spazzatura”, da alcuni siti e materiale informativo,  la Mortadella è demonizzata poiché essendo ridotta a impasto finissimo durante tutto il suo  processo di lavorazione, si pensa che vi si possa inserire  qualsiasi scarto animale a danno della qualità e salute  esaltandone  la sapidità e conservazione  attraverso  Nitriti (E 249 ed E 250) e Nitrati,  sostanze le seconde  naturalmente presenti negli animali aventi sigla E 251 ed E 252 a differenza dei Nitriti che a contatto con il clima acido al’ interno del nostro stomaco, si trasforma in Acido Nitroso il quale genera le Nitrosamine, composti ritenuti cancerogeni dalla Medicina ufficiale ma di solito nella scelta, profumo e colore non mentono mai. Abbiamo vista ed olfatto, usiamoli!

Poiché la porzione di acidi grassi presenti è favorevole rispetto a  quelli saturi, si può consumare in tutta tranquillità ma  in dosi ed intervalli di tempo adeguati, questo consiglia anche l OMS poiché un suo uso eccessivo e smodato ha dimostrato la sua stretta connotazione con alcune patologie cancerogene a danno di stomaco e colon e nella donna,di neoplasie al seno. Non a caso,  nel tempo si è ridotta la percentuale di Lardo utilizzata  al suo interno, passando dal 30 al 15%

In gravidanza? Si, ma cotta!

Eh… in gravidanza le voglie si fanno sentire e quando esplode fortemente la necessità di questa FirstLadyMortazza, non c’è niente che tenga! Altro che fragoline…è importante però  che sia cotta, poiché sopra tutto in una fase cosi delicata l insaccato crudo potrebbe essere responsabile della Toxoplasmosi. 

 

 

 

 

 

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