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Meteorite nei cieli del Nord Italia, è caccia ai suoi frammenti

Una meteora nei cieli del Nord Italia nella prima notte del 2020. È stato questo il “fuoco d’artificio” che ha destato maggiore stupore e scalpore nelle provincie della bassa lombarda e dell’Emilia nel pomeriggio del 1 gennaio scorso. Un bolide che è entrato nella nostra atmosfera per disperdersi rapidamente, lasciando una lunga scia luminosa, e cadere probabilmente in provincia di Modena, tra Carpi e Mirandola.

Dov’è caduto il meteorite?

Il corpo celeste è stato avvistato in Lombardia, in Liguria, in Toscana e in Emilia-Romagna, e proprio in questa regione dovrebbe aver terminato la propria corsa, ovviamente molto smussato e rimpicciolito rispetto alla forma originaria che ha generato il fenomeno fisico cui hanno assistito in tanti. E da due giorni è caccia ai frammenti del meteorite. L’Istituto Nazionale di Astrofisica ha pubblicato l’appello dei responsabili del progetto PRISMA, una rete di sorveglianza delle Meteore e dell’Atmosfera, che ha ipotizzato che “probabilmente qualche frammento del meteoroide originario è riuscito ad arrivare al suolo” nella zona di Disvetro, sul territorio del Comune di Cavezzo, in provincia di Modena.

Come comportarsi coi frammenti?

I ricercatori raccomandano di non raccogliere eventuali frammenti individuati a mani nude, ma di fare foto ed inviarle corredate dei dati di localizzazione al PRISMA, in modo che gli esperti possano determinare se si tratta effettivamente dei frammenti del meteorite. Questi in genere appaiono come un “piccolo sasso ricoperto da una patina scura e con gli angoli smussati”. Dopo aver fotografato e aver mappato il punto esatto del ritrovamento, sarà possibile raccogliere il “sasso” usando un foglio di alluminio per poi riporlo in un vaso di vetro pulito, meglio ancora se inserito in un altro vaso a chiusura ermetica con assorbi-umidità.
Tutte queste precauzioni non sono per proteggere la salute del ritrovatore, che si trova di fatto di fronte a una roccia inerte, ma per non alterare le caratteristiche fisiche del ritrovamento, in modo da lasciarne intatto l’interesse scientifico.

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